Pomparsi senza backlink: ragionamenti senza senso che funzionano 6

A settembre del 2012 pubblicavo questo articolo sul mio vecchio blog. Non era stato letto o seguito da molti, ma in realtà conteneva un’informazione veritiera su come funzionava l’algoritmo di google all’epoca. Cosa è cambiato da allora? Ben poco. Siamo lontani anni da una vera intelligenza artificiale, gli articoli che si leggono in rete su di essa sono molto gonfi. E’ come quando scoprono un pianeta simile alla terra a 120 anni luce di distanza. Girano articoli che già parlano di trasferirsi su quel pianeta oppure che già si chiedono se c’è un uomo evoluto o meno… ma poi basta pensare alla realtà dei fatti e sapere che fino a pochi mesi fa non sapevamo nemmeno come era fatto Plutone (che è nel nostro sistema solare).
Ritornando a noi, Google e altri motori di ricerca hanno sì un’intelligenza artificiale, ma non come quella a cui siamo abituati a vedere tramite film di fantascienza ecc. Mi spiego meglio: facciamo un esempio in cui noi su un terminale digitiamo “Ciao”. Dall’altra parte il computer ci risponderà salutandoci con “Ciao, come posso aiutarti?”. Anche questa è intelligenza artificiale, ma in realtà dei fatti è soltanto qualcosa che viene prestabilito da un algoritmo che dato un certo input mi restituirà un output. Non ci sono macchine pensanti umanamente che potrebbero mandarci a quel paese perché stanno nervose invece di salutarci.

Forse l’esempio non è stato chiaro ma quello che voglio dire è che tutto si basa su qualcosa che è già prestabilito a monte e che dopo viene eleborato a secondo degli input. Altro esempio è il computer che vince a scacchi. Il computer è già stato caricato con tutte le possibili combinazioni di mosse della scacchiera e in base alla mossa dell’avversario procede con la sua.

Scusate, ma ancora una volta sono andato fuori argomento principale. Ora vediamo cosa ho avuto modo di scoprire di interessante.
Partiamo dal fatto che quell’articolo del 2012 è ancora valido. Google ancora si basa sul suo database per capire la “qualità”. Più una parola o una frase è presente sulla rete o viene richiesta nelle ricerche, più per lui risulta di “qualità”. Se poi queste parole e frasi sono specificamente associate con il nostro argomento allora abbiamo fatto bingo (nulla di nuovo lo so, ma molte volte il 90% delle persone non segue questa cosa).

Eccovi un esempio:
Un anno fa avevo messo online un sito di affiliazione, come sempre ho deciso di creare dei guest post per spingerlo un pochino. Oltre a normali guest ho voluto provare a crearne uno in modo che rispettasse la regola da me descritta di qualità per google. Così con l’aiuto di strumenti ho preparato un articolo in cui ho inserito frasi e parole che erano comuni per quell’argomento. L’articolo oltre a rispettare la logica rispettava anche la qualità di google cioè parole e frasi ricercate e spesso associate con quell’argomento. Il guest nel giro di un paio di settimane si è posizionato in prima pagina.

Veniamo alla seconda scoperta. Questa volta riguarda la semantica. Per essere più specifici, nel posizionarsi senza ausilio di backlink esterni (o almeno con un numero ridotto a secondo della competitività).
Lasciamo stare la parte in cui devo spiegare cosa sia la semantica, se cercate su google ormai ne parlano tutti, quindi le varie definizioni le lascio a loro. Vediamo invece come lavora l’algoritmo di google a riguardo.
Partiamo dal presupposto che la semantica si trasmette tramite i link. Non c’è nessun altro modo per il motore di ricerca, perché ritorniamo sempre sul fatto dell’intelligenza artificiale di prima. Poi facciamo delle premesse.
Prima di tutto bisogna capire come funziona lo spider di google. Lo spider non fa altro che andare su una specifica pagina (che sia la home o una sub pagina) e da lì si muove in un’unica direzione. Cioè non torna indietro, continua a secondo di come è impostata la nostra stuttura del sito.
Ora passiamo al juice che ha un sito web. Per spiegarvelo faccio un esempio stupido ma molto realistico: quello della piramide di bicchieri. Quando versate l’acqua nel bicchiere in cima, quando è pieno va a riempire quelli che stanno sotto fino alla fine. Se togliete un bicchiere dal centro, tutto continuerà come prima solo l’acqua destinata a quel bicchiere andrà sul tavolo.
Detto tutto questo come posso sfruttare queste cose?
Allora a questo punto sappiamo: che la semantica si trasmette tramite link, che la forza semantica come il juice si muove in unico verso e non torna indietro. Non ci resta che creare una stuttura che sfrutti queste cose.
Esempio:
Per facilità di comprensione utilizzerò un sito monopagina. Facciamo finta che il nostro intento è quello di posizionarci per un argomento specifico “regalo di natale”. Quello che andremo a fare è creare una singola pagina principale sul “regalo di natale” che sarà quella che vogliamo posizionare.
A questo punto abbiamo la nostra pagina di “qualità”, ora non ci resta che mandargli juice semantico.
Come fare:
Andiamo a creare sotto articoli inerenti l’agomento (magari utilizzando sempre tool specifici) e linkando la pagina principale, ma facendo attenzione a rispettare la struttura a verso unico di cui ho parlato prima. Cioè questi articoli non devono essere raggiungibili dalla pagina principale, devono essere mono verso come fossero a loro volta il padre albero della struttura. Naturalmente il tutto è relativo alla competitività del settore, ma se associate il tutto a una buona campagna di backlink allora ne vedrete delle belle.

Come esempio vi riporto questo sito web, che forse non volendo o volendo (ma ne dubito) sta usando più o meno il concetto che ho descritto in un mercato poco competitivo e con l’utilizzo di pochi backlink.
migliorseggiolinoauto .com
A prima vista sembrerebbe un sito monopagina ben fatto, ma andando a fare un site: possiamo notare le varie sotto-pagine fuori struttura principale che, con articoli pessimi ma semanticamente ricchi, passano forza semantica alla pagina principale. Da notare come sia quasi nulla la dispersione del juice. Cioè è tutto centrato verso un’unica direzione.

Non vi resta che mettere in pratiche tutte e due le cose (guest e “potere semantico”) in modo sensato e non al limite (come negli esempi) e vedrete dei buoni risultati.

Giunti alla fine, mi scuso se sono stato poco chiaro ma quello di spiegare le cose è un mio limite.

6 thoughts on “Pomparsi senza backlink: ragionamenti senza senso che funzionano

  1. Reply Emanuele Vaccari Giu 2,2017 1:23 am

    Bravo Salvatore, è essenzialmente quello che dico e faccio da tempo, per questo dico che di link, dove le query sono espanse e ricche di sottoclassi, ce ne vogliono pochi ( veramente pochi a volte ) ma buoni.

    Io però non forzo il crawler solamente “in giù” come mi pare di capire tu faccia, mi piace comunque creare struttura “recursiva” attraverso anche solo le breadcrumbs, riesci comunque a strutturare rilevanza in modo gerarchico.

    Spero in una tua benedizione… 😀

  2. Reply Loris Castagnini Giu 2,2017 7:00 am

    Macché poco chiaro! È molto semplice seguire il ragionamento.
    Proverò senz’altro con un progetto ad hoc per non inquinarlo.

    L’unica cosa su cui vorrei disquisire è la “Singolarità”: quella cosa che una volta raggiunta ti farà fare balzi siderali nella ricerca e nella soluzione di un “problema”.
    Ecco: siamo molto ma molto vicino alla singolarità sullo sviluppo delle Intelligenze Artificiali.

    Ci conviene seguire al più presto le tue riflessioni prima che cambi tutto. 😉
    Intanto, grazie!

  3. Reply simone di roma Giu 14,2017 10:14 am

    Ciao,
    articolo veramente interessante. la struttura che proponi fa della mono pagina un cornerstone content volendo rispamriare tempo si potrebbe creare una sotto pagina per ogni argomento trattato nella principale magari specializzando per caratteristiche uniche.

    Rimane, ai miei occhi, oscura la parte del crawler, sostieni che il bot di google si comporti esattamente come screaming frog. Per caso hai evidenze sui log del tuo sito internet della sequenzialità delle chiamate? tutte le mie analisi hanno evidenziato la clusterizzazione delle pagine come se venisse associata un classe a set di pagine simili ma nessuna correlazione tra link presenti in una determinata pagina e successive crawlate del bot, chiaramente escludendo tutte le risorse statiche necessarie alla renderizzazione della pagina. Per cercare di spiegarmi, temo fortemente di non esserci riuscito, in un dato momento il bot esplora set di pagine simili ma non i link contenuti in esse appunto come fanno la maggior parte dei crawler in commercio, chiaramente se i link contenuti non facciano parte della stessa classe di pagine. Ho sempre pensato, magari a torto, che la sequenzialità delle crawlate del bot di google potrebbe essere predetta solo conoscendo in dettaglio il grafo pesato che ha di un determinato dominio.
    Mi sto sbagliando?

    Scusate per le supercazzole 🙂 sono super interessato all’argomento 😉

    • Reply admin Giu 23,2017 10:40 pm

      Non ho capito 🙂 scherzo… comunque riguardo alla prima parte, di solito, si fa già normalmente solo che vengono linkate a loro volta da altre parti del sito. Tipo da Home si passa a pagina1 e da pagina1 si passa alla sottopagina con argomento caratteristiche… nell’esempio dei seggiolini non succede.
      Riguardo al crawler basta non vederlo come i normali screaming frog ecc. questi tool “lavorano” solo per te, invece un crawler di google fa dei task e non è detto che il prossimo task dopo la visione della pagina-A sia per forza pagina-B (che è linkata in pagina-A), ma può essere pagina-X (di un altro sito)

Leave a Reply

  

  

  

Pin It on Pinterest

Share This